Ferrari

Genere Biografico, Drammatico, – USA, 2023
Regia di Michael Mann.
con Adam Driver, Penélope Cruz, Shailene Woodley, Patrick Dempsey, Jack O’Connell (II).
durata 130 minuti.

Michael Mann voleva realizzare questo film già all’inizio degli anni 2000, partendo da una biografia di Ferrari del 1991 del giornalista Brock Yates. Ci sono state false partenze e diversi importanti cambiamenti nel cast, oltre al fatto che un gran numero di crediti di produttori esecutivi suggerisce che il film abbia una notevole e variegata quantità di finanziatori.

Come risultato, il film porta le cicatrici di una gestazione lunga e difficile, anche se non sempre a suo discapito. Adam Driver è Enzo Ferrari nel film di Michael Mann che a più di ottant’anni dimostra di sapere ancora molto bene come girare le scene di azione. Perché Ferrari, ambientato nel 1975, individua alcuni momenti critici nella vita privata e pubblica del fondatore della casa sportiva automobilistica più nota al mondo: il rapporto con la moglie Lina (Penelope Cruz) è in profonda crisi, Ferrari ha avuto un figlio (che tiene nascosto) da un’altra donna, la concorrenza della Maserati è fortissima, i conti della casa automobilistica sono al minimo… Quindi rivolge la sua attenzione alla Mille Miglia, una pericolosa corsa attraverso l’Italia in cui la vittoria di una delle sue auto potrebbe essere un vantaggio per la reputazione del marchio.

Coloro che hanno familiarità con la storia di quella fatidica competizione (brillantemente orchestrata da Mann per il lungo climax del film) sanno che il risultato è profondamente contrastante, in cui ogni trionfo viene effettivamente annullato dalla tragedia. Driver, nonostante il fisico molto più atletico di quello del Commendatore rappresenta, non senza qualche difficoltà (specie nella rappresentazione delle dinamiche familiari), un uomo dal carattere non facile, ma dalla incrollabile determinazione. Tra volate e sorpassi al limite, le Ferrari iscritte alla Mille Miglia corrono per la vittoria, personale e di un uomo che ha scommesso tutto quello che aveva sulla certezza di essere il migliore. Una bella ricostruzione (Driver non sarà somigliante, ma la Laura di Penelope Cruz è una forza primordiale di rabbia e rimorso che, nella sensazionale penultima scena di Ferrari, combatte il suo scostante coniuge fino a raggiungere una cocente distensione), di un periodo in cui la vita stessa dei piloti passava in secondo piano rispetto all’importanza di arrivare primi.  (Beppe Musicco – sentieridelcinema.it)

 

 

Dettagli evento
Dettagli evento