Foglie al vento

Genere Commedia – Finlandia, 2023
Regia di Aki Kaurismäki.
con Alma Pöysti, Jussi Vatanen, Janne Hyytiäinen, Nuppu Koivu, Martti Suosalo.
durata 81 minuti.

Helsinki: Ansa, una cassiera di supermercato, e l’operaio Holappa si conoscono e si iniziano a frequentare. Sono persone ferite e sole, di poche parole: due perdenti che hanno pochissimo e finiscono per perdere anche quel poco, ovvero i rispettivi lavori per ingiustizie o piccoli errori che pagano con durezza (lei viene licenziata perché porta a casa dal suo supermercato prodotti scaduti, destinati al bidone dell’immondizia; lui, che si è fatto male per un macchinario difettoso, viene mandato via perché beve nel luogo di lavoro). Ma nel gelo di una società fredda e con gravi disagi sociali (per esempio l’alcolismo, appunto), mentre le radio portano l’angoscia delle notizie della guerra in Ucraina, loro due non disperano di incontrare il vero amore della loro vita. Che lo abbiano finalmente trovato?

Il sentimento dei due protagonisti di Foglie al vento (in originale Kuolleet lehdet che significa “Foglie morte” come la canzone “Les feuilles mortes” di Yves Montand, scritta da Jacques Prevert, che si sente a un certo punto) è semplice e pudico, ma si scontra con i loro limiti e i loro errori: come primo appuntamento, lui la porta a vedere al cinema un film non proprio da uscita romantica, ma lei apprezza (l’horror comedy di Jim Jarmusch I morti non muoiono: una scena esilarante, con le battute di due cinefili all’uscita, a saper cogliere le citazioni), poi si separano senza dirsi neanche il nome, lui scrive il numero di telefono della donna e perde il biglietto, quindi ci si mette pure un incidente… Senza contare la paura di amare e un carattere non facile dell’uomo. Tutto sembra andare contro questi due antieroi contemporanei.

Il 18° film riporta Aki Kaurismäki alle vette dei suoi capolavori Nuvole in viaggio e L’uomo senza passato. Kaurismäki, amato da decenni da generazioni di critici e cinefili europei, è un autore attento ai temi sociali che declina però con uno stile personale e particolarissimo, ormai un marchio riconoscibile, fatto di tempi rallentati e umorismo surreale (che all’inizio può spiazzare ma che, se gli si dà credito con pazienza, minuto dopo minuto può conquistare), personaggi tristi e malinconici e di poche parole, ambienti desolati e minimali, colori spenti e sentimenti forti; ma anche le consuete gag visive, i gesti spiazzanti che strappano la risata, le battute che vanno a bersaglio se si sa apprezzare il suo umorismo apparentemente freddo ma in grado di far breccia nello spettatore ben disposto e curioso (se ovviamente non lo conosce già), pur se il doppiaggio fa perdere qualcosa. Il regista finlandese, arrivato a 66 anni a una semplicità e leggerezza da vero maestro, ci regala altri due personaggi indimenticabili nella galleria della sua ricca filmografia, donne e uomini marginali e sconfitti cui va la sua preferenza e il suo affetto: Ansa e Holappa sembrano all’inizio solo “variazioni sul tema” (c’è sempre una sensazione di “già visto” quando si inizia un suo film), ma poi acquisiscono colore, personalità e tenerezza man mano che la storia procede, utilizzando anche le numerose locandine dei film che appaiono nelle strade o sui muri dei locali e soprattutto le canzoni – cantate dal vivo o sentite alla radio – per descrivere la loro relazione: «Perché non hai il coraggio di amarmi?» si sente a un certo punto, e sembra parlare a un uomo che si atteggia da duro ma invece non sa come comportarsi.

I due interpreti Alma Pöysti e Jussi Vatanen (che sembra un James Stewart redivivo, mentre lei è in gara ai Golden Globe insieme a star come Jennifer Lawrence, Emma Stone e Margot Robbie) hanno le facce e le caratteristiche giuste per incarnarli e sono perfetti nelle movenze appena accennate che suggeriscono la nascita del loro sentimento, le increspature che possono diventare incomprensioni, i timori di perdere la fortuna che hanno appena incontrato. Non è la prima volta che Kaurismäki ha raccontato l’amore (anche quello maturo, coniugale, come in Nuvole in viaggio o in Miracolo a Le Havre), ma ancora una volta con Foglie al vento (Premio della Giuria a Cannes 2023, due nomination ai Golden Globe) riesce, come nei suoi film migliori, a farci uscire dal cinema con un sentimento di gioia e il sorriso sulle labbra, grazie alla capacità di saper “chiudere” la storia con un finale non melenso ma chapliniano – la citazione del celebre finale di Tempi moderni è commovente – che riafferma un’indistruttibile speranza di bene per i suoi due teneri e sfortunati protagonisti. (Antonio Autieri – sentieridelcinema)

 

PREMI

  • Festival di Cannes 2023
    • Premio della giuria
  • National Board of Review, USA 2023
    • Migliori film in lingua straniera
  • Cahiers du Cinéma 2023
    • Top 10 film
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