
Italia, 2023
Genere Commedia
Regia di Claudio Bisio.
con Alessio Di Domenicantonio, Vincenzo Sebastiani, Carlotta De Leonardis, Lorenzo McGovern Zaini.
durata 90 minuti.
Trama:
Roma, estate 1943. Quattro bambini giocano alla guerra mentre attorno esplodono le bombe della guerra vera. Italo è il ricco figlio del Federale, Cosimo ha il papà al confino e una fame atavica, Vanda è orfana e credente, Riccardo viene da un’agiata famiglia ebrea. Sono diversi ma non lo sanno e tra loro nasce “la più grande amicizia del mondo”, impermeabile alle divisioni della Storia che insanguina l’Europa. Ma il 16 ottobre il ragazzino ebreo viene portato via dai tedeschi insieme ad oltre mille persone del Ghetto. Grazie al padre Federale di Italo, i tre amici credono di sapere dov’è e, per onorare il “patto di sputo”, decidono di partire in segreto per convincere i tedeschi a liberare il loro amico. L’ennesima missione fantasiosa entra nella realtà, i tre bambini viaggiano soli in un’Italia stremata dalla guerra, fra soldati allo sbando, disertori, truppe di tedeschi occupanti, popolazioni provate e affamate. (TMDB)
Recensioni:
Il romanzo inizia con questa frase: “Cosa stia accadendo di preciso lì fuori, Cosimo non lo sa. È nell’età in cui le risposte si cercano nello sguardo dei genitori o, nel suo caso, del nonno“. Bisio, con il suo co-sceneggiatore Fabio Bonifacci, ha fatto propria questa frase costruendo una favola che, come tutte le favole che si rispettino, abbia in sé innumerevoli elementi di verità. Perché i tre protagonisti, come ogni bambino, hanno mutuato la lettura della realtà da chi li ha educati. Se Cosimo ha un padre al confino e un nonno che vuole evitare ulteriori guai e Italo ne ha uno decisamente fascista, Vanda di padri (e di madri) non ne ha o, meglio, ne ha una che non avrebbe il diritto di esserlo: suor Agnese. A lei si aggiunge il fratello di Italo ‘eroe’ ferito in guerra. Le divisioni degli adulti non riescono però a scalfire l’innocenza dei piccoli. L’amicizia va oltre l’ideologia mettendola in secondo piano. (3.32 – mymovies.it)
Tratto da un romanzo di Fabio Bartolomei, il film diretto da Claudio Bisio, nonostante prenda spunto da fatti tragicamente veri, rimane sempre sull’orlo della fiaba, imitando in questo esempi come La vita è bella di Benigni o Jojo Rabbit di Taika Waititi.(…) il film riesce a mantenersi in equilibrio tra l’avventura ingenua di ragazzini che pensano basti partire con qualche pagnotta e i soldi trovati nel portafogli del fratello maggiore, per andare ad Auschwitz e farsi ridare l’amico, e il momento tragico in cui si trova non solo Roma, ma tutta l’Europa. (Interessante – Sentieridelcinema.it)
Quando si mette in scena una commedia così scanzonata con lo sfondo della Seconda Guerra Mondiale, il rischio di apparire fuori luogo è dietro l’angolo. Dopotutto, Bisio riesce a non cadere nella retorica e in facili pietismi, aiutato in primo luogo dal romanzo di Bartolomei. L’ultima volta che siamo stati bambini è una commedia semplice che affronta un momento tragico attraverso il punto di vista fanciullesco, per questo stesso motivo potrebbe essere più apprezzato da un pubblico molto giovane. (3.3 – sentieriselvaggi.it)
Trailer:




