Ricomincio da me

Genere Drammatico, – Francia, 2023
Regia di Nathan Ambrosioni.
con Camille Cottin, Léa Lopez, Thomas Gioria, Louise Labeque, Oscar Pauleau.
durata 96 minuti.

Tra grida, proteste e cinture slacciate, Ricomincio da me si apre su un quadro famigliare di perfetta e caotica normalità, presentandoci Toni (Camille Cottin), madre single, e la sua scompigliata progenie composta da cinque figli, ciascuno con i propri impegni, sogni e piccoli drammi quotidiani. Durante uno di questi drammi, mentre aiuta la riluttante figlia maggiore a scegliere il proprio futuro, Toni decide di tentare di iscriversi in università, strada che, a causa del suo passato da pop-star, non era mai riuscita a percorrere. Nonostante la tarda età e lo scarsissimo curriculum, la donna farà di tutto per non rinunciare a questo insolito desiderio rivoluzionando una vita già in precario equilibrio.

Supportato da un cast eccezionale, Nathan Ambrosioni elabora la storia di una famiglia tra il dramma e la commedia, regalandoci l’immagine perfetta e commovente di una vita qualunque, densa di significato e meravigliosa ordinarietà. Nessun colpo di scena, nessuna tensione esagerata, nessuna avventura mozzafiato, eppure il film scorre con leggerezza, divertente senza essere superficiale, profondamente emozionante ma non stucchevole.

La splendida rappresentazione del rapporto madre-figli ci racconta la bellezza di una relazione in reciproco scambio: la donna si prende cura dei suoi piccoli (e dei suoi grandi), lasciando loro lo spazio che, strepitando, vogliono prendersi nel mondo, preparando la strada senza imporgliela. D’altro canto, i giovani sanno cogliere le insicurezze e i desideri della madre, altalenando i capricci e le grida a rassicurazioni tenere e supporto.

La vicenda principale rimane quasi secondaria alla narrazione appassionata di una famiglia, nella quale molti di noi possono riconoscersi e ricordare, divertendosi, cosa ci rende genitori e figli. Ottima l’interpretazione di Camille Cottin, che porta sullo schermo il proprio ruolo con eleganza, mostrando come una madre (senza rinunciare ad essere madre) può ricordarsi di essere donna, di essere stata ragazza e permettersi anche, talvolta, di tornare un po’ bambina.

Maddalena Villa -sentieridelcinema.it

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